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La banca è morta, viva la vita.

di Sonia Savioli





La Silicon Valley Bank è andata in malora per un motivo generico e generale: il sistema capitalistico e industrialista è nella m... fino al collo e prosegue nello sprofondamento.

E' il sistema di cui tutti facciamo parte, perché ormai gli unici a non farne parte sono quei rari e minacciati popoli ancora selvaggi, quei rari e minacciati popoli ancora contadini e autosufficienti.

In sintesi: un capitalismo ormai imperiale, dopo aver conquistato con la globalizzazione i paesi del terzo mondo, schiavizzato i loro popoli e prodotto laggiù ogni genere di merci a basso costo, spostandovi pressoché tutta la produzione; dopo avere di conseguenza distrutto l'industria e l'agricoltura nei paesi ricchi, rischiando così di eliminare i "suoi" consumatori, ha spinto un'economia fondata sul debito e sul superfluo per continuare a mantenere un'effimera ricchezza e un consumismo demenziale nei paesi dominatori. Quando il debito globale di privati, aziende, Stati, essendo ormai in gran parte debito insoluto, stava per scoppiare lanciando in ogni dove i suoi frammenti bruciacchiati (uno scoppio assordante si era già sentito nel 2008), il capitalismo globale, lanciato ormai come un fuoco d'artificio in un'apoteosi di follia, ha messo in atto quel tentativo di dittatura globale chiamato covid pandemia.

Nel delirio di chi è ormai completamente alienato dalla realtà della vita, i globalcapitalisti e i loro "pensatori" ritenevano di poter modellare la storia e la società umana come se si trattasse di un impasto d'argilla. Non per niente nei documenti del Forum Economico Mondiale, nel periodo della pandemenza, la prima parola del titolo era sempre "shaping": modellare.

Forse perché, quando erano bambini, gli venne raccontata quella favoletta in cui Dio crea l'uomo pasticciando col fango, e sentendosi i detti globalcapitalisti uguali agli dèi...

Con la pandemenza, che nei loro sogni doveva rendere i popoli inerti come calcinacci, volevano accelerare la Quarta Rivoluzione Industriale, che, oltre a prevedere il dominio assoluto di un'oligarchia sovranazionale travestita da "istituzioni internazionali", prevedeva e prevede il dominio delle "macchine intelligenti" e della cibernetica in ogni aspetto della vita e della società; prevede l'uomo artificiale, geneticamente modificato e "migliorato", coi circuiti elettronici nel cervello e i nanocip nel corpo, studiato in modo da renderlo adatto alle mansioni preposte (tipo la guerra, la conquista dello spazio e degli abissi marini e via delirando) o eliminabile, se non ci sono mansioni da assegnargli.

Dopotutto, il nazismo non è stato un incidente di percorso ma il rivelarsi delle aspirazioni più profonde e genuine del capitalismo: solo un po' troppo precorritrici e "ingenuamente" e sfrenatamente dichiarate.

Comunque, così come folle era il nazismo, e dopo aver fatto tutti quegli sfracelli è affondato nella palude del suo orrore, così è folle l'attuale progetto del globalcapitalismo e, dopo aver fatto sfracelli altrettanto orrendi ma meno evidenti (è maturato, in tutti questi anni, anche se non è rinsavito), sta affondando nella palude della sua megalomania demente.

La dittatura globale è fallita, nonostante il contorto e distruttivo progetto pandemente, poiché tutti i popoli e buona parte dei governi del mondo (non quelli dell'Europa occidentale, statene sicuri) non hanno eseguito gli ordini, magari hanno fatto finta per un po'; la Quarta Rivoluzione Industriale arranca.

I capitalisti allora, come marmocchi spaventati, si sono attaccati alla mammella dei soldi pubblici e stanno succhiando come forsennati.

Così è cresciuta l'inflazione, si è sviluppato ulteriormente il debito, e sono diminuiti i consumi che costituiscono il loro carburante.

Finalmente ci siamo?

Le migliaia di start-up (aziende che inventano affari da quarta rivoluzione industriale) abortiscono; un'umanità già satura di alienazione da scemofòni (detti volgarmente "smart") non si appassiona al metaverso, e quelli che lo hanno fatto sono già ricoverati in cliniche psichiatriche; gli africani rifiutano i "nostri" vaccini e russi e cinesi si producono da sé i loro veleni; tutte le imprese fallite per la pandemenza non fanno più pubblicità su internet (non ci avevano pensato!); facendo qualche calcolo si è visto che per attuare la "quarta rivoluzione industriale" non basterebbero il petrolio, il rame, il coltan, l'oro, il litio, lo zinco, il ferro, il silicio e altre dieci-dodici cosette, di tre pianeti come il nostro... e, infine, aumentando ormai i debiti globali di un miliarduccio di dollari alla settimana o su di lì... forse siamo allo scoppio finale?

E meno male.

Se il capitalismo proseguisse, arriveremmo alla fine della vita come la conosciamo sul pianeta, dopo la fine di noi umani come ci conosciamo: non più uomini e donne, non più corpo e anima, non più cervello e cuore, non più sentimenti e affetti, non più genitori e figli, padri e madri, nonni e nipoti; non più arte, non più poesia, non più foreste e campi, montagne e neve, deserti e sabbie.

Il capitalismo del ventunesimo secolo delira di modificare la vita naturale in tutti i suoi aspetti, riuscendo solo a distruggerla.

SONO PAZZI, QUESTI SCEMI!

Che collassi, dunque, con giubilo di tutti gli umani ancora pensanti.

E, se vogliamo che il collasso non ci travolga tutti, svegliamoci perché, parafrasando Gramsci, avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza per riapprendere a vivere da comunità umane in armonia con il proprio ambiente naturale, per riapprendere tutte quelle abilità e capacità che la società industriale ha spazzato via, per ripristinare la salute della natura e la nostra.

Non aspettiamo un minuto di più per ritessere quei legami di solidarietà, collaborazione, affetto, aiuto reciproco che soli ci possono salvare; per imparare ciò che è veramente necessario alla nostra sopravvivenza.

Non aspettiamo un minuto di più per mobilitarci e lottare uniti contro le mostruose imprese che il capitalismo sta portando avanti, dalla guerra e dall'aumento degli armamenti fino a una falsa transizione energetica che rade al suolo le foreste di mezzo mondo per trasformarle in biomasse da bruciare nelle centrali elettriche e si propone di costruire centrali nucleari a ogni crocicchio, fino alla biosintesi che crea mostruosi microrganismi per produrre farmaci tossici o cibi artificiali, e l'elenco potrebbe andare avanti all'infinito ma voi non lo leggereste all'infinito.

Oh verrà il tempo

quando i venti si fermeranno

e la brezza cesserà di soffiare

come la quiete nel vento

prima che inizi l'uragano

l'ora in cui la nave arriverà in porto...


i pesci rideranno

nuotando fuori dai loro sentieri

e i gabbiani sorrideranno

e le rocce sulla sabbia

si ergeranno fiere...


e le parole che vengono usate

per confondere

non saranno comprese

perché le catene del mare

saranno state spezzate

e sepolte nel fondo dell'oceano...


i nemici si alzeranno

con il sonno ancora negli occhi

e salteranno dai letti

e penseranno di star sognando...


allora alzeranno le mani

dicendo risponderemo a tutte le vostre richieste

ma noi grideremo dalla prua

i vostri giorni sono contati

e come la tribù dei faraoni

saranno sommersi dalla marea

e come Golia saranno vinti.


(Bob Dylan – When the ship comes in)




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