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È lecito ammazzare ma applicando il protocollo

di Sonia Savioli





Una medica sarda è stata condannata all'ergastolo dalla corte d'assise di Cagliari perché alcuni suoi pazienti col cancro sono morti.

In Italia ogni giorno muoiono di cancro in media 485 persone al giorno (1) ma, naturalmente, nessuno si sogna di accusare i loro medici di omicidio.

La dottoressa, però, non applicava il protocollo. Curava i suoi pazienti malati di cancro con ultrasuoni e radiofrequenze ma soprattutto, e questa è probabilmente la sua colpa più grave, pare che in qualche caso abbia sconsigliato la chemioterapia.

"Non ho mai proibito o scoraggiato i miei pazienti a seguire le cure tradizionali come chemioterapia e radioterapia. Tutto ciò che hanno fatto è stata una libera scelta di ciascuno".

Questo è logico e inconfutabile: qualsiasi terapia consigli o sconsigli un medico, è il paziente che sceglie se seguirla o no. Come in qualsiasi altro campo, l'essere umano è responsabile di sé stesso e delle proprie scelte. Tranne in un regime dittatoriale, che usi la minaccia e la violenza per chi non si adegua.

Dobbiamo dunque dedurne che oggi la cosiddetta "medicina" non sia altro che un regime dittatoriale, che chi non si adegua ai "protocolli" dettati dalle compagnie farmaceutiche multinazionali sia sempre sotto una minaccia pronta a diventare violenza. Come chiamare, se no, una condanna all'ergastolo per chi agisce, come la dottoressa sarda, in "scienza e coscienza"?

Perché, al di là dei risultati ottenuti, che non conosciamo (ma conosciamo i risultati ottenuti dalla medicina ufficiale: 178.000 morti di cancro l'anno in Italia; chissà se li conosce il tribunale di Cagliari), sembra evidente la buonafede di una dottoressa che ha affrontato la minaccia per curare i suoi pazienti con i mezzi che riteneva più efficaci.

E questo è stato il suo sbaglio: un medico oggi deve curare con i mezzi che ritengono più efficaci le multinazionali della medicina, i mercanti della malattia che misurano l'efficacia in base ai profitti annuali.

Deve curare seguendo i "protocolli". La scienza non serve più e tantomeno la coscienza, diventate ambedue inutili e pericolose zavorre.

I "protocolli" li dettano le varie associazioni scientifiche finanziate da Big Pharma, con i loro "studiosi" finanziati da Big Pharma e carichi di conflitti d'interesse come una nave portacontainer è carica di merci.

I morti per errori medici sono UFFICIALMENTE nella sola Italia almeno 14.000 l'anno, ma c'è chi ne calcola 40.000. Non volendo infierire, atteniamoci ai 14.000. (2)

Non lo dico io, lo dicono loro, mentre l'Associazione Italiana di Oncologia Medica dice 30-35.000.

Diecimila più, diecimila meno... Si contano, come vedete, a decine di migliaia.

Poi ci sono i morti per infezioni ospedaliere, o almeno ad esse attribuiti. La cosa certa è che si tratta di persone morte in ospedale dopo trattamenti vari come da protocollo: antibiotici a gogò, antinfiammatori, magari un po' di corticosteroidi per non fargli mancare niente e, se si agitano la notte, qualche sonnifero.

Questi ultimi sono stati 49.000 nel solo 2016: in un anno quarantanovemila morti. (3)

Non lo dico io, lo dice l'Osservatorio Nazionale sulla Salute.

Ma voi credete che sia finita qua? No, che non è finita qua. Nel conto non ci sono i decessi provocati dai farmaci, sia direttamente che indirettamente. Perché un numero sconosciuto e quindi inquantificabile di quei morti attribuiti a cancro, infarto, trombosi, polmonite, rabdomiolisi, edema polmonare ecc., sono morti sì di tali malattie ma che gli sono state procurate dai farmaci. E NON LO DICO IO, LO DICONO GLI STUDI SCIENTIFICI UFFICIALI CHE I MEDICI DI BASE E OSPEDALIERI NON CONOSCONO.

Decine di farmaci "di massa", cioè usati per lungo tempo da milioni di persone in Italia, centinaia di milioni nel mondo, possono provocare danni anche fatali.


Tra i farmaci che possono provocare insufficienza cardiaca e infarto ci sono:

antinfiammatori non steroidei (FANS); anestetici; farmaci per il diabete; antiaritmici; ipotensivi; antinfettivi; anticancro; antimetaboliti; anticorpi monoclonali e altri farmaci di biosintesi; ematologici; neurologici; farmaci oftalmici; farmaci per i polmoni; farmaci reumatologici; urologici.

Poi ci sono anche dei farmaci "conosciuti per causare tossicità diretta al miocardio", e sono un certo numero di: antracicline, antifungini, antimalarici, anti emicrania...

Inutile elencarli tutti, potete verificare autonomamente sullo studio scientifico dell'American Heart Association, l'Associazione Americana di Cardiologia: sono loro a dirlo. (3)

Tra i farmaci che possono aumentare il rischio di ammalarsi di cancro ci sono: antidiabetici, antireumatici, antipertensivi, farmaci per l'osteoporosi, antibiotici, antidepressivi...

Sono tanti gli studi che lo confermano. (4)

Per quel che riguarda i danni ai polmoni causati dai farmaci, i casi sono così numerosi da essersi meritati una sigla apposita: DILD (Drugs Induced Lung Disease). Vediamone un piccolo elenco: statine (usate per ipercolesterolemia), anticorpi monoclonali, antiaritmici, immunosoppressori, chemioterapici, antipertensivi, antibiotici, i soliti antinfiammatori non steroidei (FANS)... "Più di 350 farmaci possono causare danni ai polmoni". Non lo dico io, lo dice uno studio pubblicato sul Giornale di Medicina Clinica britannico, riportato anche dal sito governativo del Ministero della Salute americano. (5)

Come vedete, la medicina è diventata una pratica pericolosa, ma in questi casi solo per i pazienti.

Mi fermo qui. Il pericolo che i farmaci rappresentano è ormai ben chiaro nell'ambiente scientifico, un po' meno nell'ambiente "sanitario", cioè in chi i farmaci li ammannisce ai propri pazienti in base a informazioni ricevute dai rappresentanti a tutti i livelli delle industrie farmaceutiche, e in base a interessi economici che con la medicina non hanno nulla a che fare. O, meglio, hanno a che fare solo con la medicina "ufficiale" e i suoi protocolli.

Tutti noi, probabilmente e disgraziatamente, abbiamo conosciuto persone che sono morte di cancro, e nella maggior parte dei casi queste persone sono state curate con chemioterapia, radioterapia, operazioni chirurgiche, come da protocollo; nonostante le terapie, sono peggiorate e morte ma nessuno si sogna di condannare i loro medici per omicidio.

Da dove vengono i due pesi e le due misure?

I costi-guadagni (sì, perché non bisogna dimenticare che i costi per lo Stato sono profitti per le multinazionali del farmaco) dei cicli di chemioterapia variano più o meno dai 12.000 ai 50.000 euri a paziente. (6)

Lascio a voi la risposta.

Prima di finire, però, voglio informarvi di una strage (una ma non l'unica attuata da Big Pharma) consapevolmente compiuta dalla multinazionale del farmaco Merck. Nel 1999 la Merck lanciò sul mercato un medicinale, il VIOXX. Uno dei tanti antidolorifici, un antinfiammatorio non steroideo: veniva ordinato anche per i dolori mestruali e per il mal di testa. La Merck nascose i risultati degli studi clinici, che mostravano un aumentato rischio di problemi cardiaci per chi assumeva le sue Vioxx pasticche. In questo modo guadagnò una paccata di miliardi (nel solo 2003 i guadagni del Vioxx ammontavano a un miliardo e duecento milioni di dollari). (7)

Fosse stato per i paesi europei, l'affare poteva continuare all'infinito. Ma, per disgrazia della Merck, negli USA esistono le Class Action, cioè le cause collettive, ed esistono studi legali che guadagnano solo quando vincono le cause di risarcimento.

Questo, assieme a studi pubblicati da medici-scienziati americani che evidenziavano i rischi cardiovascolari del Vioxx, convinse la Merck a ritirare dal mercato nel 2004 il suo prodotto così remunerativo.

Uno studio pubblicato in seguito sulla rivista scientifica Lancet stabiliva che le vittime del Vioxx negli USA, colpite da attacchi di cuore in seguito all'assunzione del farmaco, erano 88.000. Di questi, 38.000 erano morti. (8)

La Merck fu condannata a pagare quattro miliardi e ottocentocinquanta milioni di dollari di risarcimenti. (9)

CON TRENTOTTOMILA MORTI NON SI VA IN GALERA, come vedete.

La Merck e i suoi "scienziati" sapevano del rischio che avrebbero corso le persone che assumevano un farmaco di largo consumo e somministrato per disturbi minimi, come un dolore muscolare o mestruale. Avevano falsificato i risultati delle sperimentazioni. Hanno venduto miliardi di confezioni del Vioxx in tutto il mondo. Hanno causato la morte di 38.000 cittadini americani (e quanti europei, quanti latino americani, quanti asiatici e africani?). Nessuno ha fatto un giorno di prigione per questo.

La dottoressa sarda è stata condannata all'ergastolo perché tre suoi pazienti, malati di cancro, sono morti, come gli altri 485 malati di cancro che muoiono ogni giorno in Italia ma seguendo i protocolli.

E non crediate che il caso della Merck sia un'eccezione. La regola ormai nel mercato della malattia pare sia la falsificazione delle sperimentazioni dei farmaci. E non lo dico io, lo dice l'ex direttore del British Medical Journal e tanti altri scienziati senza conflitti d'interesse. (10)

Questo è il sistema, questa è la giustizia nel marasma finale del capitalismo globale.










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