I soldi non mancano ma mancheranno

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di Sonia Savioli

2/11/2026

E’ dalla dittatura pandemica in poi che gli Stati stanziano soldi che hanno come unico scopo continuare a sostenere il capitalismo multinazional-finanziario e, anche, i nostri consumi che lo avvantaggiano: auto elettriche, bici e monopattini elettrici, cappotti termici di polistirolo o poliuretano o lana-vetro, cemento, caldaie a pellet che funzionano comunque consumando energia elettrica e hanno sterminato foreste di abeti e boschi ripariali, o comunque caldaie nuove e il più “digitali” possibile; nuovi e più grandi trattori, alla faccia del risparmio energetico; pesca industriale anche se il pesce in mare non c’è più, e allora come non sovvenzionare anche gli allevamenti di pesci vari che trasformano il mare in una fogna e il pesce allevato in un deposito fognario… Tutto ciò che distrugge la vita sulla terra, che inquina e dissipa risorse naturali viene nutrito dai soldi di Stati e superstati come l’Unione Europea.

Ma sono soldi inventati.

Già alle elementari mi avevano insegnato… sono vecchia e sono nata a Milano negli anni cinquanta, quando e dove la scuola ancora insegnava… dicevo dunque che mi avevano insegnato che la moneta circolante corrispondeva alla quantità di oro nelle casse della Banca d’Italia, a quel tempo banca di Stato. La moneta poteva anche aumentare ma il valore complessivo di tutta la moneta circolante non aumentava; se ne deduceva che, se aumentava la moneta emessa, diminuiva il valore del denaro. A meno che non aumentasse anche l’oro nelle casse dello Stato.

Poteva non essere solo l’oro in quanto tale, ma comunque dovevano essere i beni dello Stato: fabbriche, infrastrutture, terreni, e allora lo Stato italiano ne aveva una quantità. Negli anni cinquanta e sessanta decine di grandi fabbriche statali furono create o nazionalizzate, fu nazionalizzata l’energia elettrica, furono nazionalizzate banche prima private. Lo Stato italiano possedeva buona parte dell’industria strategica, con centinaia di migliaia di operai; le autostrade erano gestite dallo Stato o dagli enti locali; nei terreni demaniali, gestiti dal Corpo Forestale dello Stato, si allevavano al pascolo le razze di mucche, cavalli, maiali, pecore e capre autoctone. Lo Stato italiano era ricco e poteva garantire lavoro a milioni di persone attive e produttive. Dagli anni novanta tutto il patrimonio dello Stato è stato svenduto ai privati, come da istruzioni del globalcapitalismo e suoi tentacoli (Banca Mondiale, Unione Europea, Fondo Monetario Internazionale ecc.).

Torniamo ora ai soldi “inventati” e a quello che ci insegnavano a scuola e che adesso non ci dice più nessuno, perché più scemi e ignoranti siamo e meno ci opporremo al sistema in modo coerente e consapevole, il quale sistema può così continuare la sua corsa verso il baratro insieme a noi.  

Lo Stato, ci spiegavano, può stampare tutta la moneta che vuole ma il valore complessivo della moneta circolante sarà sempre lo stesso: corrisponderà sempre ai beni degli Stati. Dunque, il creare altra moneta (oggi virtuale, ma le leggi economiche, come quelle naturali, non cambiano) provocherà inflazione. “Inflazione: aumento progressivo del livello generale dei prezzi, o anche diminuzione progressiva del potere di acquisto, cioè del valore, della moneta”.

Dunque, cosa stanno facendo in concreto gli Stati e il superstato Unione Europea, con lo stanziare qui cento, lì mille miliardi con pretesti vari? Stanno facendo una non dichiarata redistribuzione del reddito a favore prima di tutto di petrolieri e padroni in genere dell’energia, non a caso da poco privatizzata, (ci vuole petrolio per produrre le auto elettriche e tutte le altre merci della finta transizione “green”); a favore delle ormai innumerevoli multinzionalfinanziarie della cibernetica con annessa “intelligenza artificiale”; a favore delle mafie, che sono le prime aziende delle grandi opere e infrastrutture; a favore dell’industria delle armi e degli armamenti, e poi bisognerà bene consumarle, tutte quelle armi! Si stanno sovvenzionando i data center, si sta sovvenzionando la vendita onlain e la digitalizzazione, e si incoraggiano con sovvenzioni le piccole aziende di ogni tipo a vendere onlain e ad utilizzare l’intelligenza artificiale. Si sta sovvenzionando la guerra, con i miliardi per armi e armamenti, per le bombe e i droni: un consumo che richiede la morte violenta di migliaia di persone.

Tutta quella transizione detta “green”, mentre è solo un aumento di offerta energetica, richiede oceani di petrolio per essere attuata, a partire dalla escavazione in miniere a cielo aperto grandi centinaia di ettari, per tirare fuori dalle viscere della terra nichel, rame, cadmio, titanio, litio, grafite, coltan eccetera, con scavatori sovvenzionati grandi come case e che vanno su e giù otto ore al giorno sventrando la terra. Non parliamo di ciò che occorre in risorse di ogni tipo all’implemento di internet chiamato “intelligenza artificiale”. Tenuto conto che il solo utilizzo di internet già produce il dieci per cento delle emissioni di anidride carbonica nel mondo.

Ma torniamo ai soldi. Dunque, i soldi aumentano. Dalla pandemenza in poi gli Stati, obbedendo agli ordini del Forum Economico Mondiale (cioè dei “programmatori” al servizio delle cento multinazionalfinanziarie più riccopotenti), e di Draghi, loro portavoce nel continente europeo, ne emettono vagonate con gli scopi già elencati ma… il valore di tutta quella moneta è lo stesso di prima della pandemenza.  Tanto più che i beni degli Stati sono già da tempo trasferiti nei sacchi dei quaranta ladroni e di Alì Babà, cioè multinazionali e mafia, e quindi il valore intrinseco di tali soldi era già diminuito, nella stessa misura in cui diminuiva il patrimonio pubblico.

Aumentando la moneta in circolazione, la vostra moneta diminuisce di valore: le merci però non diminuiscono di valore, non sono simboli, come lo sono invece le monete. Dunque, mentre i capitalisti legali e illegali si arricchiscono con i soldi emessi dagli Stati (che sono comunque soldi nostri, e quindi si tratta di un doppio ladrocinio), i nostri risparmi, il nostro stipendio, la nostra pensione sono stati decurtati senza colpo ferire. Se non apparteniamo alla schiera dei “sovvenzionati”, siamo diventati più poveri.

Le statali sovvenzioni hanno trasferito in questo modo ricchezza vera dalle nostre tasche a quelle di affaristi speculatori mafie.   

Vi ricordate la “scala mobile”, quel tempo in cui stipendi e pensioni venivano automaticamente rivalutati secondo l’andamento dell’inflazione, e quindi aumentavano più o meno nella stessa percentuale dell’aumento del costo della vita? Era stata una conquista importante, ottenuta con la lotta di sindacati di classe e partiti di sinistra, quando “sinistra” aveva ancora un significato.

Quando ce l’hanno tolta, eravamo ormai anestetizzati dal consumismo-ricchezza-globalizzazione.

Ahinoi! Quel pifferaio magico della competizione economica e sociale, che ha invaso con la sua musica tutta la nostra società, che abbiamo seguito saltellando allegramente, noncuranti dello sfruttamento e della distruzione di popoli e paesi del terzo mondo che la globalizzazione permetteva, ma intanto permetteva a noi di avere a bassissimo prezzo tante merci che venivano prodotte da quello sfruttamento e da quella distruzione. Che ci permetteva di cambiare il guardaroba ad ogni stagione, perché stoffe e vestiti prodotti in India, Bangladesh, Cina, Vietnam… costavano come una bottiglia di vino, ma quello da osteria, non quello da enoteca. Che ci permetteva di viaggiare in lungo e in largo di qua e di là dai monti e dal mare per quattro cocuzze, e fare la gara a chi andava più lontano e in più luoghi diversi, di più, di più, sempre di più… Ma, alla fine del cammino, il Pifferaio Magico con la sua musica ci ha portati nella caverna e la caverna si richiude dietro di noi.

La caverna dei bambini e ragazzi ridotti alla demenza dallo scemoforo, alla malattia cronica dall’esercito di vaccini che fanno la guerra al loro sistema immunitario e intossicano il cervello con l’alluminio (non lo dico io, lo dice PubMed, e il congresso dei pediatri italiani ci dice che il dieci per cento dei bambini italiani ha una malattia cronica!!!) 1) 2), altro che futuro!

La caverna del riscaldamento del pianeta a temperature da convulsioni, con l’agricoltura, e anche l’agricoltura industriale, che non riesce più a produrre in molte parti del mondo a causa di siccità e temperature impossibili; con le foreste primigenie che muoiono per mancanza di pioggia.

La caverna dei politici-burattini corrotti che applicano le istruzioni di multinazional-finanziarie e mafie, trascinandoci inebetiti, confusi, divisi, verso la catastrofe ambientale e sociale.

La caverna della guerra diretta o indiretta, con milioni di dolori, con milioni di orfani, mutilati, distrutti nel corpo e nell’anima; con l’odio e la paura che crescono ma crescono anche i milioni di dollaroni o di eurini nelle tasche dei produttori e mercanti di armi, tra i quali gli israeliani sono al top.

La caverna del PNRR e compagnia brutta, dei miliardi emessi e distribuiti agli “amici del giaguaro”, facendo crollare il valore della moneta, e cioè del nostro stipendio, pensione, risparmi; mentre i “sovvenzionati” con quei soldi si comprano quei pochi beni degli Stati rimasti, le terre e i palazzi, le ferrovie e gli acquedotti, i macchinari per scavare la terra e abbattere le foreste.

E via così! Se non speculate, non distruggete, non saccheggiate, non avete messo in piedi un’azienda (adesso si chiamano startup) del cibernetico-digitale più o meno artificialmente intelligente o della biosintesi per creare batteri-mostro e con essi produrre mostro-farmaci, siete ora più poveri per permettere a lorsignori di arricchirsi.

Mentre milioni di famiglie con disabili a carico di tutte le età si arrabattano per sopravvivere e prendersi cura del disabile e lo Stato se ne infischia, non sovvenziona, non aiuta; così come se ne infischiano i media, i partiti, la “sanità” con tutti i suoi “angeli”. E anche quelle famiglie diventano più povere, grazie ai miliardi emessi ed elargiti e all’inflazione che quei miliardi fanno galoppare.

E poi c’è la caverna dell’incomunicabilità anche in famiglia, sostituita dalle “reti sociali”, dalle ciat, dall’onnipresente scemoforo che ci fa assistere all’inedito spettacolo di un padre, una madre, due ragazzi loro figli, seduti al tavolo del ristorante o del bar, ognuno a guardare lo schermo ipnotizzante dell’internet-cellulare. Solo per fare un esempio. Quell’incomunicabilità genera amnesia per gli adulti, ignoranza per i ragazzi. Non sanno più niente. La televisione e internet li hanno inghiottiti mentre inebetivano anche noi. Non abbiamo raccontato loro le nostre esperienze, la nostra storia, la nostra vita: ce le siamo, anzi, dimenticate noi stessi. Lo sanno cos’era la scala mobile e come l’avevamo conquistata?  Sanno chi e perché ha privatizzato i beni dello Stato, derubandoci? E chi e perché sta completando l’opera? Sanno che l’acqua era pubblica e non si pagava, che non c’era il cloro negli acquedotti e non c’erano le acque minerali nelle bottiglie di plastica ma solo acque minerali curative per gli ammalati? Sanno che le bottiglie erano tutte di vetro e si riportavano vuote al negoziante? Sanno che banane e ananas erano cibi di lusso, prima della neocolonizzazione? Sanno che il tonno è sull’orlo dell’estinzione? Sanno che quel mare a cento chilometri o a dieci o a duecento chilometri da casa era altrettanto bello di quello delle isole greche o dei caraibi, quando noi, i loro nonni o zii o genitori, ci facevamo le vacanze, e che siamo stati noi a distruggerlo con le nostre seconde e terze case, con le nostre vacanze nei villaggi turistici, con le nostre barche e le nostre crociere?

Guardate: la caverna non è ancora chiusa, c’è uno spiraglio. Ma non basta andare in piazza, magari solo per manifestare disagio; bisogna disintegrare il sistema, cominciando col non nutrirlo più con i nostri consumi, con la nostra competizione sociale, con le nostre ostentazioni, con i nostri figli e nipoti.

Forse dovremmo ricominciare a raccontare ai bambini e ai giovani la vita, quella vissuta da noi e dai nostri genitori; dovremmo ricominciare a trasmettere esperienze e saperi; dovremmo evitare di crescere generazioni senza storia e senza memoria, senza conoscenze e senza abilità, incapaci di farsi due uova al tegamino, di cucirsi un bottone, di lavare i piatti, di calcolare quanto possono spendere. Forse dovremmo spegnere quello scemoforo e riprendere a ricordare, a insegnare, a scambiare pareri e saperi.

Internet è incompatibile con la vita, l’umana comunicazione e intelligenza; è incompatibile con le risorse della terra: consuma troppa acqua, troppa energia, troppi minerali rari. Collasserà, e con esso collasserà una società che sul suo funzionamento ha strutturato la propria esistenza.  E’ quello lo spiraglio ancora aperto nella caverna.

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1)https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21568886/

2)https://tg24.sky.it/salute-e-benessere/2019/03/29/pediatri-bambini-malattie-croniche